Le origini lontane del territorio di Lucignano.

1 a PARTE

Come tutti i luoghi del mondo, la zona in cui e' sito il paese di Lucignano ha una lunga preistoria e storia che si snoda dalle piu' remote ere geologiche, passa per i primordi della civilta' umana, attraversa i tempi della storia per approdare infine ai nostri giorni.

Ecco di seguito un cenno a questa lunga serie di eventi che hanno portato alla situazione del tempo presente.

Partiamo da cica duecentotrenta milioni di anni fa.

La Terra di quel periodo presentava un aspetto completamente diverso da quello attuale. Gli oceani coprivano una superficie alquanto piu' ampia di quella che coprono ai nostri giorni e le terre emerse, di superficie totale inferiore a quella presente erano pressoche' tutte riunite in un grande continente attraversato dalla linea dell'equatore. Gli studiosi moderni hanno chiamato quell'antico continente "Pangea" che tradotto dal greco significa pressappoco "tutte le terre".

Circa duecento milioni di anni fa (milione piu', milione meno) un evento nuovo doveva dare inizio al cambiamento della geografia delle terre emerse e degli oceani. Il grande continente inizio' a spezzarsi in due grandi blocchi separandosi circa lungo l'equatore. Un grande mare interno comincio' ad avanzare tra le due parti che si stavano separando (gli studiosi attuali lo hanno chiamato "Tetide", prendendo il nome in prestito dalla mitologia Greca). Vista la latitudine in cui si venne a trovare quel mare (che poi non era altro che un nuovo oceano che si stava formando) fu caratterizzato da un clima equatoriale e tropicale. In esso prosperarono e si differenziarono una miriade di organismi. Tra di essi non poco rilievo ebbero quelli fissatori dei carbonati disciolti nelle acque marine (il carbonato di calcio veniva utilizzato essenzialmente per costruire il guscio e le altre parti di sostegno e protezione). Sia per motivi meccanici (l'accumulo sul fondo, per gravita', dei gusci degli organismi morti) sia per motivi chimici e sia per diretta costruzione da parte di organismi biologici, si ebbe pertanto un grosso accumulo di carbonati che andarono a formare barriere (tipo le attuali barriere coralline ma con organismi diversi da quelli attuali e presenza di estesi fenomeni di accumulo chimico-fisici dovuti essenzialmente alla precipitazione dei carbonati sotto forma di granelli o sferoidi).

Dopo una iniziale prevalenza di bassi fondali, il bacino marino comincio' a differenziarsi: alle piattaforme costituite da carbonati si alternavano ora piccoli o grandi bacini con il fondale relativamente piu' profondo nel quale si accumulavano i sedimenti formati dai carbonati fissati prevalentemente dai gusci e dalle parti costituenti gli organismi vegetali e animali (per la maggior parte unicellulari), e, in minor percentuale, dalle argille, provenienti dagli apporti fluviali continentali, e dalla silice, fissata dai gusci degli organismi silicei (essenzialmente radiolari e spugne silicee). Nei bacini si trovavano anche piccole zone meno profonde (simili a piccole isole) che nel tempo sono state ripetutamente sommerse dal mare, e nelle quali si sono sviluppate piccole barriere carbonatiche.

Nel periodo in cui si formo' e si differenzio' la Tetide, nel resto del mondo si determinarono altre variazioni nella morfologia delle terre. L'antica Pangea, infatti, si suddivise ulteriormente individuando i lembi di terra progenitori degli attuali continenti.

La prima lunga fase di evoluzione della Tetide duro' fino a circa settanta milioni di anni fa, quando l'oceano comincio' a richiudersi.

Nei lunghi tempi che seguirono si formarono in fondo al mare fosse in cui cominciarono a sedimentarsi i materiali che i fiumi che scorrevano sui continenti che vi si affacciavano, apportavano in abbondanza. Alcune volte l'accumulo poteva divenire massiccio. Grandi frane di materiali potevano allora ripetutamente staccarsi dai bordi delle zone piu' depresse dei fondali marini e precipitare verso le parti relativamente piu' profonde, emulsionandosi all'acqua del mare e depositandosi in sequenza (i materiali piu' grossolani prima e/o piu' vicino al punto di partenza della frana, i piu' fino dopo e/o piu' lontano). Queste frane sottomarine costituirono potenti accumuli che nel tempo, una volta costipati e cementati dai processi chimico-fisici successivi, hanno formato grandi ammassi rocciosi. Siamo intorno ai venticinque milioni di anni fa.

La terra su cui sorge il paese di Lucignano si e' formata in quel periodo: le case del paese sorgono su quei sedimenti ora consolidati.

2 a PARTE

La chiusura della Tetide continuo' con fasi alterne finche' dell'antico oceano non rimase che un mare interno che comunicava con il nuovo oceano Atlantico attraverso due stretti. Poi gli stretti si chiusero e quello che un volta era stato un oceano divenne un bacino chiuso senza apporti di acque che non fossero quelle dei fiumi e quelle provenienti dalla risalita di acque "termali" in senso lato. Il grande bacino chiuso comincio' ad evaporare ed in ripetute fasi si prosciugo' lasciando allo scoperto estese parti dei suoi fondali ricoperti da uno spesso strato di sali; quelli che oggi vengono estratti, per usi alimentari ed industriali in varie parti d'Italia (le miniere di salgemma).

Poi la comunicazione con l'oceano si ripristino' e con essa il ricambio di acqua di quello che possiamo identificare ora nel nostro Mediterraneo.

Continuo' comunque la fase di avvicinamento tra quelli che ormai sono i continenti Europeo e Africano.

Il moto di avvicinamento provoco' il piegamento di tutti quei sedimenti che si erano accumulati nel tempo. Alcuni di quei sedimenti, quelli piu' profondi, insieme a pezzi del fondo del vecchio oceano, furono sottoposti a pressioni e temperature tali da causarne profondi mutamenti nella struttura fino, in alcuni casi, ad una completa rifusione. Finche' i movimenti che creavano le spinte erano attivi, i sedimenti venivano mantenuti in profondita', ma appena tale "motore" si fermava per un qualsiasi motivo, le rocce che ormai si erano formate, e che erano piu' leggere di quelle che si trovavano alla profondità a cui erano state spinte, tendevano ad essere spinte verso l'alto (cioe' a galleggiare). Nascevano i primi "isoloni" che avrebbero dato origine all'Appennino ed all'Italia.

 

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